lunedì 19 settembre 2011

Lockheed - La storia, lo scandalo.

 


 

Lo scandalo Lockheed riguarda gravi casi di corruzione avvenuti in diversi paesi, e in particolare Paesi Bassi, Germania Ovest, Giappone, e Italia. In realtà dalla Commissione Church del Senato statunitense emerge che le pratiche di corruzione nell'esportazione di armi da parte della Lockheed Corporation e della più piccola Northrop costituivano un sistema esteso e consolidato. Nel 1976 il New York Magazine scrive che «il senatore Church ha prove che la Lockheed ha pagato tangenti in almeno 15 paesi, e che in almeno 6 paesi ha provocato gravi crisi di governo»[1]. Il caso Lockheed parte proprio dall'ammissione dei vertici della stessa azienda di fronte alla Commissione Church e alla SEC che le commesse estere di forniture di aerei includevano commissioni e tangenti dalla fine degli anni cinquanta agli anni settanta[2]. Già nel novembre del 1975 si evidenzia che dei 306 milioni di dollari di dubbi pagamenti esteri da parte di 20 multinazionali americane prese in esame, tra cui IBM, Exxon, e General Motors, 202 milioni di questi pagamenti esteri sono della Lockheed, che da sola conta per i due terzi del totale delle sospette tangenti. Se poi si aggiungono le altre aziende del settore difesa e aerospazio tra le 20 multinazionali prese in esame (cioè Northrop Corporation, Raytheon, Vinnell, e McDonnell Douglas) si raggiunge l'80% dei dubbi pagamenti esteri. La corruzione politico-militare estera è dunque quella largamente dominante, e la Lockheed brilla come la fuoriclasse della corruzione.Negli Stati Uniti il motore politico dello scandalo è la scoperta di legami tra tangenti estere e Watergate, e quindi la questione democratica del controllo di finanziamenti illeciti alla politica interna americana, o in altri termini, se si permette corruzione americana di altre democrazie si finisce per corrompere il proprio sistema democratico. Fuori dagli Stati Uniti lo scandalo Lockheed ha conseguenze politiche rilevanti nei Paesi Bassi e in Germania Ovest, e veri e propri terremoti politici in Giappone e in Italia. In Italia lo scandalo della corruzione politico-militare della Lockheed si trasforma in un processo al sistema di governo che dal dopoguerra ha come centro la Democrazia Cristiana. La discussione pubblica e il processo Lockheed coincidono temporalmente con uno dei periodi più drammatici della storia della Repubblica italiana, il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro. Il processo Lockheed si conclude sostanzialmente con la condanna di un ex- ministro e di un ex-generale.
Il principe Bernardo (Paesi Bassi)
Il principe Bernhard e la regina Juliana di Olanda al ritorno dall'Italia il 26 agosto 1976.

Nei Paesi Bassi, lo scandalo riguarda la fornitura di F-104G Starfighter per la Koninklijke Luchtmacht, l'aviazione militare del Re; implicato è anche l'allora principe consorte Bernhard van Lippe-Biesterfeld[5], che la Lockheed corrompe per assicurare che lo Starfighter vinca il contratto nei confronti del Dassault Mirage 5. Le relazioni tra la Lockheed e il Principe Bernardo risalgono agli anni cinquanta, all'incirca quando il Principe Bernardo manifestava alla stampa le difficoltà finanziarie reali: «Noi prìncipi abbiamo problemi finanziari particolari. Come altre persone di oggi, anche la maggior parte di noi ha qualche difficoltà a far quadrare il bilancio. Alcuni pensano che re e regine siano ancora ricchi come il favoloso re Mida, ma non è così».[6] Queste esternazioni del Principe non mossero a compassione il frugale popolo olandese, che non gli aumentò lo stipendio –osserva Anthony Sampson– ma attirarono l'attenzione della Lockheed: «Il principe era abbordabile»

Stemma monarchia olandese

« Bernardo fu molto attivo anche in organizzazioni internazionali...nel 1954 presiedette un convegno internazionale di uomini d'affari e di politici all'hotel in stile rococò di Biderberg, poco fuori Arnhem, nel quale quale furono discussi problemi di scala mondiale; e le successsive conferenze annuali Bilderberg tenute in varie parti del mondo sempre sotto la presidenza del principe, acquistarono ben presto una mistica speciale, come luogo di incontro di banchieri, uomini di Stato, e industriali, Le conferenze Bilderberg divennero ben presto uno spauracchio per la sinistra...Nel 1961 Bernardo fondò un'altra organizzazione ambiziosa, il World Wildlife Fund, per la protezione della natura.. »
(Anthony Sampson, Il supermercato delle armi[

Da molti ritenuto il capo di una cospirazione globale legata al gruppo Bilderberg, Bernardo in realtà aveva in testa problemi molto più prosaici di denaro e di donne. L'ordine mondiale era in posizioni inferiori nelle sue priorità. A Parigi manteneva la giovane chiamata affettuosamente Poupette, anche detta Poussy. Anzi, per essere precisi, il mantenimento di Hélène Grinda veniva pagato dalla stessa Lockheed, come parte della compensazione per i servizi resi dal Principe. Ernest Hauser - lo stesso Hauser della Lockheed che nel 1976 vendeva la notizia alla stampa italiana che l'antilope era Andreotti e che il suo ex-amico Strauß nel 1976 accusava di essere un agente del KGB - dice che Bernardo dava immediatamente l'impressione di un uomo avido di denaro, non solo a lui, ma a tutti quelli che avevano rapporti di affari con il Principe.[9] La stampa americana nel 1976 pubblica documenti e testimonianze giurate con cifre che venivano incassate indirettamente dal Principe consorte. La commissione Donner, commissione olandese istituita dal governo nel 1976 per esaminare le accuse, finisce per ammettere la corruzione 1,1 milioni di dollari ma sfuma sull'evidenza che a incassarli sia stato proprio il Principe Bernardo. Il Principe deve dimettersi volontariamente da varie posizione pubbliche, tra la quali quella di ispettore generale delle Forze Armate ma, nonostante le evidenze schiaccianti, non viene incriminato. La Costituzione olandese considera il monarca come inviolable, e incriminare il marito della Regina Giuliana equivarrebbe a violare la costituzione[

Lo scandalo in Germania Ovest


Un Lockheed F-104G Starfighter con la livrea della Luftwaffe

Nel 1960 il Ministro della Difesa tedesco, Franz Josef Strauß, chiese a Robert Gross, allora presidente della Lockheed, di trovare un lavoro per l'amico Ernest Hauser, un austro-americano[12]. All'inizio degli anni sessanta il grande affare militare europeo era quello di vendere aerei alla Germania Ovest, il più ricco mercato aeronautico della NATO aperto a fornitori non nazionali. La conquista del mercato tedesco era importante anche per la battaglia commerciale in Europa. Vi erano tre contendenti americani - la Lockheed con lo Starfighter, la Northrop con il Tiger e la Grumman con il Super Tiger; i grandi avversari degli americani erano i francesi con il favoloso Mirage III della Dassault, e successivamente i meno pericolosi svedesi, con il Viggen-Thunderbolt della Saab. La Germania finì per comprare gli Starfighters della Lockheed, e non pochi. La Luftwaffe possedeva circa un migliaio di esemplari, un terzo di tutti gli F-104 prodotti[

Franz Josef Strauß

Nei suoi diari e nella sua testimonianza alla Commissione Church, l'agente della Lockheed Ernest Hauser parla dei pagamenti per i Paesi Bassi al consorte della regina Giuliana e di finanziamenti per 12 milioni di dollari al partito di Strauß, l'Unione Cristiano-Sociale in Baviera o CSU.[14] Strauß contrattacca accusando il vecchio amico Hauser di lavorare per il KGB[15]. In realtà, come appare dai documenti del Dipartimento di Stato declassificati nel 2006, la rete di corruzione era molto più diffusa e non limitata a un ministro corrotto e a un'azienda americana corruttrice: non solo la Lockheed quindi, ma anche la Grumman e la Northrop, per quanto, come osserva l'Ambasciata americana di Bonn, non avessero le capacità di Lockheed; ma la rete dei corrotti arriva molto più in basso del livello politico, e cioè fino alle commissioni tecniche interne della BWB[16] che si occupano di forniture e di manutenzioni, con referenti per ricevere e distribuire mazzette[17]. Prima dell'intervento della magistratura, i documenti al Ministero della Difesa riguardanti l'acquisto degli Starfighter vengono distrutti. La ragion di stato finisce per avere la meglio sulla verità della corruzione collegata alla vendita[18]. Bisogna però ricordare che in Germania, prima dello scandalo provocato dalle indagini della Commissione Church e della SEC nel 1976, il famosissimo asso degli assi della seconda guerra mondiale Erich Hartmann (352 abbattimenti confermati) aveva giudicato l'F-104 come un aereo difettoso e poco sicuro, opponendosi fortemente al suo acquisto da parte della Luftwaffe. Gli eventi successivi confermarono le sue coraggiose ed esatte valutazioni (282 incidenti e 115 piloti tedeschi uccisi in missioni non operative), facendo guadagnare all'aviogetto USA nomignoli come: bara volante, fabbrica vedove e generando il Witz (barzelletta): «Vuoi un F-104? Compra un terreno vicino a una base...e aspetta!»[19]. Hartmann andò poi in pensione nel 1970, inviso ai suoi superiori per la visibilità che aveva dato alla polemica e per avere attirato l'attenzione degli organi di informazione.

Lo scandalo in Giappone


Un All Nippon Airways L-1011 sull'Aeroporto internazionale di Osaka nel 1992

L'affare Lockheed è stato l'evento più dirompente della vita politica del Giappone del dopoguerra: un Primo Ministro non solo è costretto alle dimissioni, ma finisce anche in carcere per qualche settimana[20]. Il Giappone era un mercato importantissimo per una Lockheed in difficoltà finanziaria all'inizio degli anni settanta. Più grande della Germania e, come la Germania, privo di un'industria aeronautica nazionale. Il Giappone doveva dunque comprare aerei civili e militari all'estero.[21] La Lockheed aveva già assunto a fine anni cinquanta il faccendiere Yoshio Kodama come “agente segreto”, nel senso di consulente segreto, dietro gli agenti ufficiali assunti dalla stessa. Le commissioni degli agenti ufficiali (come la Marubeni) venivano pagate con bonifico o assegno, mentre Kodama pretese sempre pagamenti in contanti.[22] Yoshio Kodama, un criminale di guerra di primo livello, dopo tre anni di carcere era stato rilasciato dagli americani, ormai preoccupati più della guerra al comunismo che della passata vittoria contro il nazionalismo giapponese. Kodama, con le ricchezze accumulate durante la guerra, diventò uno dei principali finanziatori dei partiti di destra anti-comunista giapponesi. Negli anni sessanta la Lockheed attraverso i servizi semi-clandestini di Kodama era già riuscita a vendere 230 Starfighters al Giappone, ribaltando la decisione di comprare il Super Tiger della Grumman

Statua di Tanaka

Nel 1971 Carl Kotchian, il mago delle vendite internazionali della Lockheed, incontra Kodama per iniziare una delle sue campagne di corruzione più difficili: conquistare una commessa per aerei civili e militari (anche in Giappone come in Italia la Lockheed intendeva vendere gli aerei anti-sommergibile P-3 Orion)[24]. Kotchian decide di usare una strategia di corruzione multilineare: una passava attraverso l'agente clandestino Kodama, mentre altre linee passavano attraverso gli agenti ufficiali della Lockheed. L'obbiettivo primario era la vendita di aerei civili, e allo stesso tempo, sottrarre le commesse a competitori della McDonnell Douglas. In altri termini, tutte le pressioni politiche e la corruzione, avevano l'effetto di danneggiare un'altra società americana. La vittoria consisteva nel convincere compagnie aeree giapponesi, tra cui la All Nippon Airways, a comprare il Lockheed L-1011 TriStar invece che il concorrente McDonnell Douglas DC-10. Nel 1972 l'operazione Kotchian-Kodama risulta vincente. Tutto sommato, in una commessa di quasi mezzo miliardo di dollari per 14 aerei TriStar, i costi della corruzione sono accettabili, anzi bassi secondo Kotchian: 12 milioni di dollari del 1972, meno del 3% dell'intera commessa, vanno in mazzette.[25] Ma soprattutto, nella logica di Kotchian, il 3% è una minuzia se la commessa TriStar salva la Lockheed, posti di lavoro in California, e migliora la bilancia dei pagamenti tra Giappone e Stati Uniti.

Nel 1976 diviene pubblica negli Stati Uniti e rimbalza in Giappone la notizia che l'azienda statunitense aveva pagato tre milioni di dollari in tangenti al primo ministro giapponese Kakuei Tanaka per l'aiuto ricevuto nell'affare. Lo scandalo lo obbliga alle dimissioni e si apre il processo, che si protrae per 10 anni, con l'iniziale arresto di Tanaka, il suicidio del suo autista, e l'arresto di molte altre persone coinvolte. Kodama viene indagato per evasione fiscale[26], e muore nel 1984[27]. Tanaka viene poi condannato a 4 anni di carcere e a una multa di 500 milioni di Yen nel 1983 dal Tribunale di Tokio, ma ricorre in appello, rimane deputato, si ammala, e non tornerà mai in cella. Muore nel 1993.

Lo scandalo in Italia

In Italia lo scandalo riguarda la fornitura degli aerei da trasporto C-130, ricevuti dall'Aeronautica Militare a partire dal 1972. Nel 1976 molti coinvolti nelle trattative con la Lockheed vengono accusati, e alcuni di questi poi condannati, di aver intascato mazzette per miliardi di lire per favorire l'acquisto di tali aerei da parte del Ministero della Difesa italiano.

Un C-130H dell'Aeronautica Militare con motori Allison T-56

L'acquisto degli Hercules C-130 (1971)


Le complesse procedure per l'acquisto degli Hercules iniziano nel 1968, con la valutazione delle necessità dell'aeronautica militare, di Costarmaereo (poi Armaereo), e delle Forze Armate in generale di velivoli militari da trasporto. I candidati a sostituire i vecchi C-119 bimotori americani erano: i C-130 Hercules della Lockheed, Transall C-160 di produzione franco-tedesca, il G-222 della FIAT (progetto nazionale non ancora prodotto), e il francese Breguet 941 Il contratto con la Lockheed viene firmato il 18 giugno 1971, per un valore di circa 61 milioni di dollari], di cui 53 milioni per 14 C-130 Hercules, e il resto in parti di ricambio varie. Il contratto prevede un'anticipazione alla Lockheed di circa il 30% del valore della commessa. Durante le trattative che portarono al contratto dal 1968 al 1971 cambiano 5 governi italiani: Governo Giovanni Leone II, 3 Governi Mariano Rumor (Rumor I, II, III) e un Governo Emilio Colombo. Questi Governi sono monocolore DC o quadripartito DC-PSI-PSDI-PRI. I Ministri della Difesa coinvolti nelle trattative e nel contratto sono Luigi Gui (per i primi tre governi) e Mario Tanassi (per gli ultimi 2).

  Problemi e criticità nell'acquisto



Dalle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale depositata il 2 agosto del 1979 emergono punti critici sulle ragioni dell'acquisto degli Hercules e sulle sue modalità.

  • Innanzitutto non tutte le ragioni a favore dell'acquisto dalla Lockheed, invece della produzione di aerei in Italia, sono limpide. Kotchian nelle sue deposizione del 1976 alla Commissione Church e alla SEC ammette che il G-222 Fiat era un possibile ostacolo alla vendita degli Hercules all'Italia, e che Transall e G-222 erano i concorrenti pericolosi sul mercato italiano. E fin qui niente di illegale, ma quando Lockheed si assicura un appoggio interno al Ministero della Difesa di natura amministrativo-militare le cose cambiano. In effetti per la Lockheed era in gioco fra altro la continuità della linea di produzione e posti di lavoro in Georgia. Nella prospettiva di Kotchian queste impellenti ragioni resero necessaria la corruzione del generale Duilio Fanali o Pun (in codice nelle comunicazioni interne della Lockheed)[.

Paesi che utilizzano il C-130

  • Tra le possibili ragioni della scelta del C-130 un ramo dell'inchiesta, mai provato dagli inquirenti, porterà a ritenere che vi fosse un forte interesse per l'acquisto degli Hercules italiani (gemelli come tipologia dell'Alenia G-222, ma non per autonomia) al fine di esportare armi in Medio Oriente senza controlli. Infatti l'autonomia del G-222 - di poco superiore i 1000 km - non avrebbe potuto consentire voli senza scalo. Questi voli, se sono mai stati fatti, con gli Hercules potevano essere effettuati a bassa quota per evitare i radar e in grado di coprire gli oltre 4000 km delle zone di interesse medio-orientale (Libano, Siria ed altre nazioni) per poi scaricare, rifornirsi, e rientrare. Certa, come riconosciuto anche dalla Corte Costituzionale, è la motivazione principale: la NATO negli anni sessanta aveva deciso come strategia per gli alleati un aumento delle capacità militari convenzionali, includendo anche aerei da trasporto di medio raggio.[33]

Palazzo Aeronautica sede dello Stato Maggiore dell'Aeronautica.

  • I cambiamenti del prezzo unitario e del numero dei C-130 pongono questioni che esorbitano dalla complessità del procedimento burocratico e amministrativo. Tra il 1968 e il 1971 il prezzo unitario in dollari del velivolo muta, muta il numero degli aerei da ordinare, e mutano anche le condizioni finanziarie dell'acquisto. E per quanto la congruità del prezzo fosse controllata del Ministero della Difesa, vi è la certezza che il prezzo diventi più dipendente da fattori ed interessi estranei alla trattativa tecnico-commerciale. L'affermazione dei controllori che il prezzo unitario del C-130 è inferiore a quello di listino della Lockheed è risibile. Per ammissione della stessa Lockheed al prezzo unitario sono aggiunti 120 000 dollari (circa il 5% del "prezzo") relativa alla richiesta di tangenti (personali o politiche). Ma nella composizione del prezzo finale, oltre al 5% di tangenti, c'è anche una richiesta, che ha un costo per l'Italia, di compensazioni industriali (chiamate anche partecipazioni o offset) per l'industria militare italiana. In altri termini, c'è un ulteriore componente, una somma di denaro aggiuntivo nel prezzo, difficilmente inferiore al 20%. Ma sorprendentemente la firma del contratto avviene senza che il Ministero della Difesa richieda garanzie reali alla Lockheed sulle quantità concordate di Partecipazioni industriali militari per l'Italia. I tre offset (Allison Engine Company-Alfa Romeo di Napoli, SACA di Brindisi, e FIAT) esaminati dai giudici della Corte Costituzionale, già in fase di negoziato precontrattuale erano saltati o erano stati modificati, o meglio svuotati. Su una lettera del dicembre 1970 di Lockheed indirizzata a Costarmaereo e concernente l'offset della Lockheed il generale Giovan Battista Nicolò annota che "è una compensazione fasulla." In giugno 1971, solo due settimane prima della firma del contratto, il Gen. Bruno Zattoni, direttore generale Costarmaereo, scrive al ministro che la Lockheed non si era realmente impegnata negli offset, inclusi nel prezzo pagato dall'Italia. Al generale verrebbe però ordinato, non da Tanassi, ma dal Segretario generale della difesa Giraudo, "di non frappore ostacoli," e il militare obbedisce.





  • La fideiussione che la Lockheed, nel 1971 in serie difficoltà finanziarie[35], non intendeva o non poteva rilasciare per garantire l'anticipazione richiesta contrattualmente al cliente italiano, equivalente a quasi un terzo dell'importo contrattuale, agita corrotti e corruttori per una prevedibile mancata ratificazione della Corte dei Conti. L'avvertimento al Ministero arriva da un "giudice amico". La risoluzione finale del delicato problema è favolosa: la fideiussione "non comprende la garanzia degli interessi sull'anticipo in caso di restituzione del medesimo", neanche se la restituzione avvenisse 15 anni dopo. "Così il 10 settembre 1971 Ovidio Lefebvre telegrafava di avere avuto l'assicurazione che «la nostra questione è sistemata»"

Rottami dell' Hercules C-130 a Monte Serra - La Stampa-Foto Galli

  • I termini contrattuali posti per controllare la qualità dei velivoli consegnati all'Italia è un problema che è legato all'abuso e al furto di denaro pubblico compiuto allegramente dai corotti e dai corruttori della Lockheed. Il C-130 non è per sé un velivolo pericoloso, non è una bara volante. Ma se gli stessi controllori sono in vendita, non c'è controllo che tenga. Il sostituto procuratore Ilario Martella ha accertato che dei 14 aerei nuovi acquistati dal governo italiano soltanto 5 erano in grado di volare, mentre gli altri venivano cannibalizzati per ottenere i pezzi di ricambio necessari alla manutenzione. Proprio la cattiva manutenzione sembrerebbe aver avuto un ruolo determinante nell'incidente del 3 marzo 1977, quando un C-130 dell'Aeronautica Militare si schiantò sul Monte Serra nei pressi di Pisa provocando la morte di 5 membri dell'equipaggio, di 38 allievi dell'Accademia Navale di Livorno e dell'ufficiale inquadratore[

  Rivelazioni statunitensi e procedimento giudiziario


Il Senatore Frank Church Presidente della Commissione Church (1975-1976)

La Commissione Church aveva già raccolto nel 1975 prove di corruzione estera di Lockheed e Northrop. La Lockheed inizialmente nega tutto, ma poi ammette in agosto 1975 di avere pagato, a partire dal 1970, circa 22 milioni di dollari a politici, funzionari, e partiti esteri. Le prime udienze alla Commissione Church iniziano a settembre 1975, e vengono resi pubblici i casi di corruzione di Indonesia, Filippine e Arabia Saudita. Nel febbraio del 1976 a successive audizioni di Lockheed escono i casi di Giappone, Italia, Germania e Paesi Bassi. I giornalisti di questi quattro paesi cominciano un vero e proprio assedio ai membri della Commissione Church per avere informazioni dettagliate]. Emerge una lettera del 1969 del legale della Lockheed Roger Bixy Smith che informava Carl Kotchian che due ministri italiani e Antelope Cobbler (secondo la Lockheed un primo ministro) avevano richiesto e ricevuto tangenti. A questo punto Ovidio Lefebvre, agente italiano della Lockheed, sparisce dall'Italia. Quando all'inizio febbraio 1976 lo scandalo Lockheed esplode sulla stampa italiana la Procura di Roma è obbligata ad agire e affida un'inchiesta giudiziaria al sostituto procuratore Ilario Martella.[ A marzo vengono arrestati Antonio Lefebvre e il generale Duilio Fanali, mentre Tanassi si dimette da segretario del PSDI.

Lo scandalo vede coinvolti diversi alti funzionari dello Stato, tra cui il generale capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare Duilio Fanali, e l'allora presidente della Finmeccanica, Camillo Crociani, il quale riesce ad evitare l'arresto fuggendo in Messico[41]. Risultano inoltre coinvolti dalle accuse esponenti politici di spicco, come gli ex ministri Luigi Gui e Mario Tanassi, e due ex Presidenti del Consiglio, Mariano Rumor e Giovanni Leone.

  Antelope Cobbler


Nel giugno del '76 si apre la caccia all'Antilope della Lockheed. Documenti emersi dalla azienda americana indicavano con due nomi in codici i personaggi chiave da avvicinare e corrompere per vedere gli Hercules all'Italia. Il primo è Antelope Cobbler, letteralmente Antilope Ciabattina. L'altro, meno noto alla stampa è Pun. Secondo la decodificazione di Antelope Cobbler della stessa Lockheed si tratta del primo ministro (Cobbler) del governo italiano (Antelope), l'autorità politica che ha il potere necessario per la decisione finale sull'acquisto. Pun invece è la più alta autorità amministrativa-militare che può permettere e supportare la scelta degli aerei fabbricati in Georgia dalla Lockheed. La Corte Costituzionale stabilisce successivamente, dalle testimonianze e dai documenti, che Antelope Cobbler fosse molto probabilmente Mariano Rumor, che però ha sempre negato, mentre Pun è indubbiamente il capo dello Stato Maggiore dell'Aeronautica, cioè Duilio Fanali. Dal processo Lockheed emerge anche l'Innominato, un nome "in codice" molto più italiano, per definire un personaggio aduso a muoversi negli ambienti, oltreché militari ed industriali, politici e governativi,...« uomo assai potente che poteva influenzare anche la designazione di incarichi ministeriali »[42]. L'Innominato, secondo i giudici, è Camillo Crociani.
Ernest Hauser, che vendeva informazioni anche alla stampa italiana, indica che dietro l'Antilope ci sarebbe un altro primo ministro abituale, Giulio Andreotti[43]. Andreotti sarebbe, secondo Hauser, l'equivalente italiano di Tanaka e Strauss.
Alcuni giornali e settimanali riportarono che Antelope Cobbler e Aldo Moro potevano essere la stessa persona. La notizia fabbricata che Moro fosse Antelope Cobbler proviene da un taccuino dell'assistente del Dipartimento di Stato statunitense Loewenstein, dipendente da Henry Kissinger.[44] La Corte Costituzionale archivierà la posizione di Moro il 3 marzo 1978, tredici giorni prima del sequestro brigatista di via Fani.

« gli elementi risultanti circa una pretesa identificazione dell'on. Aldo Moro con l'Antelope Cobbler non venivano ritenuti attendibili, sicché la stessa Corte il 3 marzo 1978 disponeva con ordinanza di non compiere al riguardo nuovi atti istruttori né di trasmettere gli atti ad altra autorità. »
( Fase Istruttoria - Corte Costituzionale, 3 marzo 1978)

Giovanni Leone, che all'epoca dello scandalo ricopre la carica di Presidente della Repubblica, viene chiamato in causa dal settimanale l'Espresso e da un libro di Camilla Cederna come la vera Antelope Cobbler. Le accuse mosse contro Leone non sono mai state provate[46]. Nel caso di Leone però la fantasia giornalistica si è sbizzarrita. Due interpretazioni di Antelope Cobbler sono notevoli. La prima che Leone in visita a New York fu affascinato da un paio di scarpe di antilope esposte in una vetrina, che poi avrebbe comprato per la moglie Vittoria. La seconda che Cobbler fosse stato trascritto male, scambiando una G per una C; la versione corretta sarebbe dunque stata Antelope Gobbler, cioè mangiatore di antilopi che, come anche i bambini sanno, è il leone.
Nel 1979, nelle motivazioni della Sentenza della Corte Costituzionale concernente la terza parte della tangente complessiva, appare verosimile che Antelope Cobbler fosse un democristiano:

« La Corte ritiene che tale « terza rata », diversamente dalle due precedenti, non sia stata corrisposta al Tanassi... Ed anche perché appare verosimile che la somma in questione sia stata invece corrisposta a quella parte politica, beneficiaria dell'intesa corruttiva conclusa dalla Lockheed nell'ottobre 1969, della quale si è già detto a proposito della rimessa di dollari 2.020.000 del dicembre 1969, e che per l'appoggio già dato o comunque promesso, non è credibile che avesse rinunziato ad ogni vantaggio dell'operazione. Ciò spiegherebbe la già ricordata annotazione sul memo di Cowden, che le spese politiche furono per « il partito del Ministro passato e presente » ; rimanendo d'altra parte fuor di discussione l'estraneità dell'on. Gui a tale ultimo pagamento.»

  Commissione Parlamentare inquirente (1976)


Il 29 marzo 1976 gli atti giudiziari[49] vengono trasmessi al Presidente della Camera, Alessandro Pertini.

« A far scattare il passaggio è stato un memoriale del principale imputato, latitante: Ovidio Lefebvre attribuisce alla Lockheed di avere pagato ingenti somme a Tanassi, in seguito a pressioni, quando quest'ultimo era ministro. Il magistrato ha ravvisato il venir meno della competenza dell'autorità giudiziaria ordinaria perché poteva profilarsi l'ipotesi pervista dall'art. 96 della Costituzione non ancora modificato: Il presidente del Consiglio e i ministri sono posti in stato d'accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni »
( M. Caprara, Il caso Lockheed in Parlamento, (2001

L'istruttoria viene consegnata alla Commissione Parlamentare inquirente per i procedimenti d'accusa: la Commissione è composta da 20 membri, 10 per ogni ramo del Parlamento, eletta a inizio legislatura, ed è presieduta dal senatore democristiano Angelo Castelli.. In giugno una delegazione della Commissione d'indagine parlamentare si reca negli Stati Uniti per interrogare gli ex dirigenti della Lockheed i quali confermano solo la responsabilità di Mario Tanassi, ma la Commissione stessa viene sciolta poco tempo dopo in seguito alla fine della sesta legislatura. Da notare che Marco Pannella, nel dibattito e votazione parlamentare del 1977 che segue alle Commissioni inquirenti, si concentrerà sulla contestazione della legge 20 del 1962, regolante queste stesse procedure per i reati ministeriali. Nel 1987, dieci anni dopo il caso Lockheed, la legge sarà oggetto di referendum abrogativo promosso dai Radicali.

 

Le elezioni della Lockheed (1976)


Anthony Sampson, lo scrittore e giornalista inglese che si è più occupato dello scandalo Lockheed a livello internazionale, osserva che inizialmente "il massimo scalpore fu sollevato dai documenti concernenti l'Olanda, in quanto il paese non era normalmente associato alla corruzione- almeno al di fuori degli ambienti aerospaziali"[52]. L'impatto della corruzione della Lockheed andava ben oltre il pagamento di tangenti e diveniva in qualche modo uno strumento - più o meno controllato - della politica estera statunitense. La Lockheed è quasi riuscita ad abbattere un'istituzione secolare come la monarchia olandese, e nel 1976 tre dei quattro paesi più coinvolti nell'affare Lockheed vanno alle elezioni generali: l'Italia, la Germania, e il Giappone. L'Italia tiene le elezioni il 20 giugno 1976. Sono le elezioni dello sperato o temuto sorpasso del PCI sulla DC. Sono anche le elezioni dello slogan di Indro Montanelli del "turiamoci il naso" e votiamo DC. Il sorpasso non avviene, ma il PCI vince le elezioni, prendendo quasi 50 deputati in più rispetto alle precedenti elezioni. Per la prima volta nella storia della Repubblica un comunista, Pietro Ingrao, diviene Presidente della Camera dei Deputati. Il governo Moro viene sostituito dall'Andreotti III. Il Dipartimento di Stato americano cerca di impedire o rallentare l'uscita di informazioni che danneggiano i propri interessi nazionali, perché colpiscono i partiti filo-atlantici dei paesi alleati. Le informazioni che comunque escono dalla Commissione Church (e dalla SEC) vengono trasmesse ai vari paesi come riservate, e per quanto alcuni degli indagati per corruzione chiedano, più o meno ingenuamente, la discussione pubblica dell'affare Lockheed, gli accordi bilaterali con gli Stati Uniti generalmente la escludono, e non solo negli accordi italiani.[54]

  La nuova commissione inquirente (1976-77)


Senatore Martinazzoli, Presidente Commissione Inquirente

La nuova commissione inquirente viene presieduta dal senatore democristiano Mino Martinazzoli, vicepresidenti il comunista Ugo Spagnoli, e il socialista Dino Felisetti.[55] Ad ottobre, una nuova commissione parlamentare torna in America e, al suo rientro, dichiara ufficialmente aperta l'inchiesta nei confronti dei rieletti deputati Rumor, Gui e Tanassi. Il punto più controverso in commissione è la responsabilità di Mariano Rumor, ex primo ministro ed ex segretario della DC. Di fatto la controversia principale è se Rumor è Antelope Cobbler. Nella lettura delle carte rese pubbliche del caso Lockheed colpisce un certo attivismo di Antonio Bisaglia, molto vicino a Rumor, e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di Rumor. La DC difende Rumor e Gui, ma Rumor è la priorità, mentre il sacrificio di Gui può essere considerato dalla DC il male minore. Qui la commissione si spacca sulle posizioni politiche inconciliabili dei due grandi partiti, DC (che ha 8 membri) e PCI (7 membri); poi il PSI (2 membri), ed infine un membro di Sinistra Indipendente, uno di Democrazia Nazionale, e uno dal Gruppo misto - Union Valdotaine.

Componenti della Commissione Inquirente

Sulla messa in stato di accusa di Rumor i voti in commissione sono 10 contro 10; DC, Union Valdotaine, e Democrazia Nazionale a favore di Rumor, mentre PCI, PSI, e Sinistra Indipendente contro. In caso di parità prevale la posizione del presidente della commissione, e Mino Martinazzoli non senza imbarazzo fa pesare il suo voto di presidente. Luigi Gui viene invece messo in stato di accusa con 11 voti contro 9, e il voto differente da quello su Rumor è del senatore Fosson dell'Union Valdotaine. Per Mario Tanassi i voti sono 18 per l'incriminazione e 2 contro. Per quanto riguarda i non parlamentari - il generale Fanali, il presidente di Finmeccanica Crociani, i fratelli Lefebvre, il segretario di Tanassi Palmiotti, e altri quattro minori - la commissione all'unanimità concorda sulle prove certe della corruzione.

La relazione della Commissione inquirente viene presentata ai Presidenti delle due Camere l'11 febbraio del 1977. La Stampa titola "è tutto pronto per il processo a Gui e Tanassi"

«Non ci faremo processare» (1977)


Seduta-Comune-Parlamento-3-11marzo-1977.png

A conclusione dei lavori della Commissione inquirente il Parlamento si riunisce in seduta comune dal 3 all'11 marzo 1977 per dibattere e votare sulle conclusioni della Commissione  tratta di una seduta lunghissima. Maurizio Caprara che la riassume con l'equilibrio di uno storico nota che molti dei protagonisti del dibattito diventano protagonisti anche nella vita istituzionale e politica dei due decenni seguenti[59].

Per tragica ironia della sorte proprio il 3 marzo, primo giorno della seduta, precipita vicino a Pisa uno degli Hercules C-130, acquistati 6 anni prima e oggetto attorno al quale ruota l'intero affare Lockheed italiano. Nell'incidente aereo del Monte Serra muoiono 44 militari. La discussione appena iniziata si interrompe:

« Presidente (Ingrao)-- (Si leva in piedi e con lui i membri dell'Assemblea). Onorevoli colleghi, devo purtroppo dare la notizia all'Assemblea di una sciagura aerea accaduta oggi nel cielo di Pisa. E' precipitato un aereo militare da trasporto C-130 e nella sciagura hanno perduto la vita un ufficiale e 38 allievi della prima classe dell'Accademia navale di Livorno, tre ufficiali e due sottoufficiali dell'equipaggio »
(Seduta Parlamentare Comune 3-11 marzo 1977[

Proteste e M113 a Bologna

La situazione è tesa anche a causa di manifestazioni della sinistra extraparlamentare, e particolarmente per il Movimento del '77 nelle università. L'11 marzo, ultimo giorno e giorno della votazione su Gui e Tanassi, muore Francesco Lorusso. Il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga, su richiesta dello stesso sindaco comunista di Bologna, che ha perso il controllo dell'ordine pubblico della città universitaria, manda mezzi militari blindati e cingolati nel cuore dell'Emilia rossa.

A Roma Gui e Tanassi colpevoli o innocenti è questione sostanzialmente secondaria: la questione è se il regime è irrimediabilmente corrotto. Il dibattito non è tanto un procedimento per valutare la colpevolezza di due parlamentari, quanto un vero e proprio processo politico al regime democristiano del dopoguerra. "Una volta tanto non siamo legislatori, ma giudici, intendo giudici non in senso tecnico-giuridico, ma politico;- dice Moro - e la valutazione... non riguarda una dichiarazione astratta di giustizia ma un'attuazione concreta di essa"Aldo Moro fa l'apologia del regime democristiano. Arriva persino a difendere Tanassi. È uno dei discorsi più intensi di Moro, e anche inusualmente duro:

« MORO Come frutto del nostro, come si dice, regime, c'è la più alta e la più ampia esperienza di libertà che l'Italia abbia mai vissuto nella sua storia... Una esperienza di libertà....
ROMUALDI. Con i comunisti al potere, la libertà? Questa è la libertà?
PRESIDENTE. Onorevole Romualdi!
Aldo Moro marzo-maggio '78
MORO. ...capace di comprendere e valorizzare, sempre che...
PANNELLA. Dillo ai morti di piazza Fontana! (Commenti all'estrema sinistra -Proteste al centro).
PRESIDENTE. Onorevole Pannella!
MORO. ...non si ricorra alla violenza, qualsiasi fermento critico, qualsiasi vitale ragione di contestazione, i quali possano fare nuova e vera la nostra società. Non si dica che queste cose ci sono state strappate. Noi le abbiamo rese, con una nostra decisione, possibili ed in certo senso garantite. Per tutte queste ragioni, onorevoli colleghi che ci avete preannunciato il processo sulle piazze, vi diciamo che noi non ci faremo processare. Se avete un minimo di saggezza, della quale, talvolta, si sarebbe indotti a dubitare, vi diciamo fermamente di non sottovalutare la grande forza dell'opinione pubblica che, da più di tre decenni, trova nella democrazia cristiana la sua espressione e la sua difesa. Credo che essa non intenda rinunciare a questo modo di presenza, così come noi non pensiamo di rinunciare a questa forza, ai diritti che ne conseguono ed ai compiti che ci sono affidati. Si tratta di cose estremamente serie, ed è doveroso in questo momento riaffermare le ragioni della libertà e la necessaria integrità del paese nella sua sostanza sociale e politica »
(Seduta Parlamentare Comune 3-11 marzo 1977.)

Il deputato democristiano Claudio Pontello, relatore per la commissione inquirente e deliberante, circoscrive secondo la legge l'oggetto del dibattito parlamentare all'esame del rinvio a giudizio alla Corte Costituzionale dei due ex ministri (allora parlamentari) e dei cosiddetti imputati "laici", cioè Crociani, Fanali, i Lefebvre, Palmiotti e gli altri minori. Difende anche la natura politica, cioè istituzionale, del giudizio parlamentare (proscioglimento o rinvio) sul caso Lockheed. È alla fine dell'intervento di Pontello che il presidente Ingrao annuncia al Parlamento la sciagura di Pisa.

  «Rubare per il partito non è reato» (1977)


L'opposizione ha posizioni più varie. La posizione egemone, quella che conta di più per il suo peso popolare e politico, è indirizzata al governo comune del paese, piuttosto che ai processi di piazza o proletari. È la posizione del PCI. Enrico Berlinguer non parla alla seduta comune. Parla da Madrid dove si trova a un incontro sull'eurocomunismo, e afferma che la crisi e la corruzione in Italia, delle quali l'affare Lockheed è prova lampante, può essere risolta solo con l'ingresso del PCI e del PSI nel governo[64]. È la strategia del compromesso storico per portare il paese fuori dalla decadenza, che aveva come sponda principale nella maggioranza, ormai incapace di governare stabilmente da sola, proprio Aldo Moro.

Il deputato D'Angelosante, al quale era stato permesso visitare Washington D.C con la Commissione, nonostante le restrizioni che gli Stati Uniti avevano per chi apparteneva a una organizzazione comunista, insiste sulla questione non della responsabilità individuale, ma di quella politica, perché ricorda che la Lockheed sapeva benissimo che per concludere favorevolmente un contratto con il Ministero della Difesa era il partito a dover essere pagato[65]. È comunque l'intervento del deputato Ugo Spagnoli, vice presidente dell'Inquirente con Felisetti, quella che delinea la posizione ferma ma moderata del maggior partito di opposizione. In altri termini: non diamo la caccia all'antilope, ribadiamo la responsabilità individuale e politica, ma Luigi Gui va rinviato alla Corte Costituzionale. Spagnoli parla dello stato e della nazione:

« un grave atto di corruzione, come accertato all'unanimità dalla Commissione inquirente; un atto di corruzione che ha investito taluni vertici del nostro apparato militare e delle nostre strutture di governo...lo scandalo Lockheed ha inciso in un settore delicatissimo, come quello che attiene alla nostra sicurezza militare ed ha profondamente ferito la nostra dignità, la dignità nazionale. »
(Parlamento in Seduta Comune 3-11 marzo 1977

Emma Bonino 1979

Emma Bonino è invece radicale nelle sue affermazioni, e allo stesso tempo indipendentemente dal giudizio sulle sue idee bisogna riconoscere che il suo intervento è tra i più lucidi. Il processo che si farà, prevede la Bonino, sarà lunghissimo: "forse voleranno un paio di corna di un qualche capro espiatorio - magari un Tanassi qualsiasi - ma perché serve un capro espiatorio per meglio salvare l'intera mandria, che è la mandria degli affamatori pubblici... dei potenziali golpisti". Con un azzardato ottimismo esterofilo la Bonino afferma che in Italia - a differenza dell'Olanda, Germania, Giappone e dell'America - non si farà giustizia. Ma è il rubare per il partito il suo argomento migliore:

« per voi rubare per il partito non è reato ...il fine non giustifica i mezzi e che il furto rimane un furto, io non so quanti di questi soldi sono finiti nelle sezioni dei partiti e quanti nelle ville di Capri o di Anacapri, o nei panfili delle borghesie di Stato e regime..... Collega Moro, la corruzione non è solo il prendere realmente i soldi, è soprattutto la disponibilità a prenderli... Nell'alternativa se siamo governati da un branco di corrotti o da un branco di inetti non vi è molta scelta;... Vi dovreste vergognare di tutto questo, ma la vostra impudicizia è senza limiti...non mi sento di accettare questa tesi della corruzione individuale, questa tesi della pera marcia che deve cadere. Credo che vi sia una complicità ben più generale, precedente agli Hercules e forse successiva »
(Seduta Parlamentare Comune 3-11 marzo 1977])

C'è anche un breve passaggio da uno degli interventi più lunghi e tecnicamente competenti che Caprara inserisce nel suo conciso e prezioso "Il caso Lockheed in Parlamento"[69]. Quello di Felisetti, deputato del PSI:

« Qui, storicamente, i processi sono due: uno è quello che portiamo avanti noi, l'altro è quello che la gente fa a noi »
(Seduta Parlamentare Comune 3-11 marzo 1977)

Il deputato Massimo Pinto a sinistra afferma, con una commuovente fede nella causa, che il castello democristiano sta per crollare, che ancora "non è la fine del mondo ,.. ma le cose stanno cambiando". A Pinto non interessa né Gui né Tanassi. È convinto che sono solo i segni dei tempi a mostrare che la fine della borghesia è vicina. Accusa un compagno di "corruzione ideologica", l'equivalente del cattolico "eretico." Poi viene ripreso da Ingrao per avere dato a tutti quelli del "castello" dei corrotti, speculatori e mafiosi. Pinto risponde a Ingrao non solo invocando la libertà di dire quello che pensa, ma aggiungendo che quello che pensa lui, qualche anno prima lo pensava anche il Partito Comunista, di fatto accusando implicitamente il Presidente della Camera di "corruzione ideologica". E poi continua:

« Ci sono due giustizie, la giustizia borghese e la giustizia proletaria... di cui una è più veloce ad arrivare, mentre l'altra è più lenta, ma arriva. E arriva a molti livelli e i conti verrano fatti. L'elenco delle colpe che dovete pagare... ebbene la giustizia proletaria è lenta ma arriva »
('Seduta Parlamentare Comune 3-11 marzo 1978)

La posizione di Pinto sul caso Lockheed, anche se sul caso Lockheed non dice niente di minimamente rilevante, è interessante per due ragioni: la prima è che mostra quanto è distante il PCI da queste posizioni, è un PCI che si prepara a governare, non vive nell'attesa della fine del mondo (borghese). Per molti versi Pinto appare molto più vicino ai Radicali che al PCI. La seconda è quella di una profezia sulla "giustizia proletaria", che si avvererà l'anno successivo per il Presidente della DC o, secondo Pinto, Presidente del "castello dei corrotti, speculatori e mafiosi."

Senatore La Russa

Ma non è solo l'opposizione a sinistra a votare per il rinvio a giudizio dei due ministri, e a chiedere il "processo al trentennio democristiano". Anche l'MSI, almeno pubblicamente, lo vuole. Il senatore La Russa sull'Hercules precipitato a Pisa si fa interprete del sentire popolare:

« Mi è capitato di sentire, tra la gente gente che leggeva i giornali esposti nelle edicole, un tale che ha commentato: "Vi è chi ci muore dentro e vi è chi ci specula sopra" »
(Seduta Parlamentare Comune 3-11 marzo 1977])

Felisetti, vicepresidente della Commissione inquirente, in un altro passaggio, chiarisce un punto essenziale, che spesso sfugge guardando solo l'Italia e rimanendo nell'orizzonte politico italiano:

« L'ideazione, l'impostazione, l'intuizione di questo meccanismo di corrutela generalizzata, assistito da una cospicua organizzazione di grossi personaggi, nasce laddove il meccanismo stesso sarà poi svelato. Questo scandalo - lo stesso discorso vale per l'Olanda, la Germania, Il Giappone, La Turchia, la Nigeria ed altri paesi - questo scandalo scoppia perché nasce in America: di là parte la rivelazione. »
(Seduta Parlamentare Comune 3-11 marzo 1977

Nel 1976 Anthony Sampson anticipa le considerazioni di Felisetti, nell'anno delle elezioni della Lockheed, e va in una direzione più polemica sulla democrazia italiana:

« Nelle società europee le sfumature di moderate e tradizionali forme di corruzione sono parte di un più delicato equilibrio, un prezzo basso da pagare per la continuazione della Democrazia Cristiana in Italia, della Monarchia in Olanda, e della stessa Alleanza Atlantica. Chiaramente i primi risultati degli scandali saranno dolorosi sia per il governo americano che per i governi europei... I comunisti italiani mostrano già guadagni nei sondaggi e il prestigio della Nato è notevolmente offuscato. Ma la le ragioni che supportano l'insabbiatura della corruzione per la sicurezza della difesa comune sono molto pericolose. .. I comunisti italiani gioiscono del fatto che i loro avversari conservatori sono stati mascherati come truffatori in Italia, per quanto non possano fingere di ignorare che lo strumento della scoperta delle tangenti non è stata l'opposizione italiana, ma il sistema democratico americano[74] »

] Rinvio alla Corte Costituzionale


La votazione del Parlamento ha luogo il 10 marzo 1977. I parlamentari votano a scrutinio segreto. Luigi Gui viene rinviato alla Corte Costituzionale con 487 voti contro 451 contrari. Per Mario Tanassi 513 per il rinvio, e 425 contrari. I non parlamentari Duilio Fanali, Bruno Palmiotti, Ovidio Lefèbvre D'Ovidio, Antonio Lefèbvre D'Ovidio, Camillo Crociani, Vittorio Antonelli, Luigi Olivi, Maria Fava, Victor Max Melca vengono rinviati a giudizio con 835 voti a favore e 63 contrari. Vengono eletti anche i tre commissari all'accusa: Marcello Gallo, Alberto Dall'Ora e Carlo Smuraglia[75]. La seduta termina alle 0,15 dell'11 marzo. L'ultimo deputato a chiedere la parola è Marco Panella.
  Dimissioni del Presidente Giovanni Leone (1978)


Giovanni e Vittoria Leone alla Casa Bianca 1974

Sebbene pochi mesi prima la sua estraneità fosse pienamente riconosciuta dalla commissione bicamerale d'indagine con un voto ampiamente favorevole, il 15 giugno 1978 su richiesta del PCI e probabilmente d'accordo con parti sostanziali della DC, Giovanni Leone rassegna le dimissioni da presidente della Repubblica. Con le sue dimissioni l'ex presidente della Repubblica Leone, estraneo ai fatti, risulterà la vittima più famosa dello scandalo Lockheed in Italia. Nel 1998, a vent'anni di distanza da quelle vicende, Leone riceverà le pubbliche scuse degli esponenti radicali Marco Pannella ed Emma Bonino, che all'epoca dello scandalo Lockheed si sono distinti nell'accusare Leone. Rimane ancora poco chiaro l'accanimento de L'Espresso e della Cederna contro Leone, un accanimento che non si limitava al caso Lockheed, ma spaziava sull'intera vita di Leone e della sua famiglia. Il fatto che Pannella e Bonino, noti per la loro inflessibilità e allergia a compromessi, si siano pubblicamente scusati con Leone è forse la prova mediatica più convincente della estraneità di Leone alle tangenti Lockheed[76]. Un presidente mai perdonato dai radicali, Francesco Cossiga, ha accennato a un accordo tra i tre maggiori partiti per portare Pertini alla presidenza della Republica, una delle contropartite richieste dal PCI alla DC per il senso dello stato dimostrato dal partito comunista anche e particolarmente nello scandalo Lockheed. Cossiga ha anche aggiunto che, vivo Moro, questi non avrebbe mai permesso il sacrificio politico di Leone attraverso umiliazioni e calunnie.

Processo alla Corte Costituzionale (1977-79)


Palazzo della Consulta sede della Corte Costituzionale

Il processo, primo e unico nella storia della giustizia italiana, si svolge davanti alla Corte Costituzionale e non prevede appello (in seguito tale procedura eccezionale riservata ai ministri e agli ex ministri sarà abolita).

La Corte Costituzionale dopo la messa in stato di accusa in Parlamento riceve i fascicoli dal Parlamento e nomina il 18 aprile 1977 il giudice istruttore e relatore Giulio Gionfrida, giudice costituzionale, che delega gli atti istruttori ad Antonino De Stefano e Guglielmo Roehrssen, entrambi giudici costituzionali. Il procedimento viene sospeso per le istanze di alcuni imputati non parlamentari di non essere processati con le stesse procedure per Ministri. La stessa Corte Costituzionale il 2 luglio 1977[77] ritiene la richiesta infondata. L'istruttoria riprende con sequestri di atti in Italia e all'estero e riceve documenti politici e amministrativi dal Ministero della Difesa. “Quanto alla documentazione relativa alla fornitura degli aerei C-130 e alle concomitanti trattative, si ravvisava la necessità di disporne l'acquisizione integrale ed originale, previa declassificazione.”Tra questi:

« tre lettere di Antonio Lefebvre al segretario generale della Difesa Giraudo, una delle quali, in data 18 marzo 1970, faceva riferimento in una nota manoscritta dello stesso Giraudo a una visita effettuata con Antonio Lefebvre al Ministro Gui; una lettera del Kotchian al Fanali in data 31 marzo 1969, che richiamava una riunione avvenuta cinque giorni prima e coincidente con l'incontro dello stesso Kotchian con il Presidente del Consiglio Rumor. »
( Istruttoria n. 26[

Una delle questioni fondamentali per i giudici è comprendere se e quanto reali fossero le esigenze che hanno portato all'acquisto dei C-130, e proprio dei C-130 e non di altri aerei simili, e soprattutto se il prezzo pagato è congruo. Il giudice istruttore in questo senso chiede anche di vedere il carteggio relativo alle compensazioni industriali che fanno parte dell'offset agreement con la Lockheed, e che sono classificate. In particolare emerge il problema delle compensazioni fasulle organizzate dalla Lockheed, che impattano molto più sul prezzo e sulla sua congruità delle stesse percentuali aggiunte per le tangenti "politiche".[80] Un punto molto evidente nel dibattimento è l'emergere di assegni (alla fine 15 assegni da 5 milioni l'uno) fatti da Crociani a nomi fasulli e incassati dal Fanali e dalla moglie spagnola. Fanali si difende dicendo che tali assegni erano il compenso per le attività da lui eseguite per assistere Crociani nel tentativo di vendere la Ciset (oggi Vitrociset). Crociani è latitante (e lo sarà sino alla sua morte) e dal Messico manda memoriali per confermare le arrampicate sugli specchi di Fanali. Il suo difensore, De Marsico, insiste sulla non dimostrazione della corruzione, non essendoci la certezza del titolo della somma da questi ricevuta. Particolarmente interessante è pure la sorpresa del Lefevbre del rifiuto di Tanassi ad accettare assegni nel pagamento della sua quota. Tanassi gli impone il denaro contante. All'inizio di febbraio si conclude il dibattimento processuale, con le arringhe dei difensori degli imputati, e il 6 febbraio la Corte si ritira in camera di consiglio per la decisione.

Il 1º marzo 1979, al termine di 23 giorni di camera di consiglio Paolo Rossi, Presidente della Corte Costituzionale, legge il verdetto:

Per quanto riguarda i due ex-ministri, la Corte, visti gli artt. 28 e 34 l. 25 gennaio 1962 n. 20 e l'art. 479 c.p.p.

Luigi Gui.jpg assolve Luigi Gui dall'imputazione del reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio aggravato di cui l capo A) dell'atto di accusa per non aver commesso il fatto. -----
Mario Tanassi.jpg dichiara Mario Tanassi colpevole del reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, aggravato, ascrittogli al capo A) dell'atto di accusa e, in concorso di circostanze attenuanti generiche ritenute equivalenti alla circostanza aggravante di cui al cpv. n. 1 dell'art. 319 c.p., escluse la continuazione e le altre aggravanti contestate, lo condanna ad anni due e mesi quattro di reclusione e a lire 400.000 di multa; lo condanna inoltre all'interdizione dai pubblici uffici per il periodo di anni due, mesi sei e giorni venti; e gli infligge la sanzione costituzionale della decadenza dall'ufficio di deputato.

Vengono condannati anche il generale Duilio Fanali, il segretario di Tanassi Bruno Palmiotti, Ovidio Lefèbvre D'Ovidio, Antonio Lefèbvre D'Ovidio, e il presidente di Finmeccanica Camillo Crociani:

Duilio Fanali dichiara Duilio Fanali colpevole del reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, aggravato, ascrittogli al capo A) dell'atto di accusa e, in concorso delle circostanze attenuanti generiche ritenute prevalenti sulla contestata circostanza aggravante di cui al cpv. n. 1 dell'art. 319 c.p., escluse la continuazione e le altre aggravanti contestate, lo condanna alla pena di anni uno e mesi nove di reclusione e lire 200.000 di multa; ordina che l'esecuzione della pena rimanga sospesa per anni cinque alle condizioni di legge; lo condanna inoltre all'interdizione dai pubblici uffici per il periodo di anni uno, mesi dieci e giorni dieci;
Bruno Palmiotti dichiara Bruno Palmiotti colpevole del reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, aggravato, ascrittogli al capo A) dell'atto di accusa e, in concorso delle circostanze attenuanti di cui agli artt. 62-bis e 114 parte I c.p. ritenute prevalenti sulla contestata circostanza aggravante di cui al cpv. n. 1 dell'art. 319 c.p., escluse la continuazione e le altre aggravanti contestate, lo condanna alla pena di anni uno e mesi sei di reclusione e lire 120.000 di multa; ordina che l'esecuzione della pena rimanga sospesa per anni cinque alle condizioni di legge; lo condanna inoltre all'interdizione dai pubblici uffici per il periodo di anni uno, mesi sei e giorni ventiquattro;
Ovidio Lefèbvre D'Ovidio dichiara X.X. d'Ovidio colpevole del reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, aggravato, ascrittogli al capo C) dell'atto di accusa e, in concorso delle circostanze attenuanti generiche ritenute equivalenti alla contestata aggravante del cpv. n. 1 dell'art. 319 c.p., escluse la continuazione e le altre aggravanti contestate, lo condanna alla pena di anni due e mesi quattro di reclusione e lire 400.000 di multa;
Antonio Lefèbvre D'Ovidio dichiara X.Y. d'Ovidio colpevole del reato di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio aggravato, ascrittogli al capo C) dell'atto di accusa e, in concorso delle circostanze attenuanti generiche ritenute prevalenti sulla contestata circostanza aggravante di cui al cpv. n. 1 dell'art. 319 c.p., escluse la continuazione e le altre aggravanti contestate, lo condanna alla pena di anni due e mesi due di reclusione e lire 300.000 di multa;
Camillo Crociani dichiara Camillo Crociani colpevole del reato di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, aggravato, ascrittogli al capo D) dell'atto di accusa, e lo condanna alla pena di anni due e mesi quattro di reclusione e lire 400.000 di multa;

Assolto Luigi Olivi, ma gli atti del processo sulle attività di Olivi vengono trasmessi alla Procura di Roma. Assolti l'avvocato Vittorio Antonelli, Maria Fava e Victor Max Melca

La sentenza Lockheed in prospettiva storica

Nel considerare l'affare Lockheed a distanza di decenni si può essere facilmente vittima di un errore di prospettiva, e ritenere un acquisto di circa 60 milioni di dollari per 14 aerei (più parti di ricambio) come una somma in fondo trascurabile. Ma parametrando la spesa e il valore dei 60 milioni di dollari del 1971 a quarant'anni dopo, si può affermare con sufficiente e prudente approssimazione che nel 2011 l'affare Lockheed attualizzato equivarrebbe ad un acquisto dalla Lockheed di almeno 1 miliardo di euro, con circa 50 milioni di euro in tangenti politiche, e con almeno 200 milioni di euro di "compensazioni fasulle." Non è stato un affare di poco conto né per la Lockheed né per lo Stato italiano, anche a prescindere dalle dimensioni politiche dello scandalo in Italia.

Il giorno successivo alla sentenza Giovanni Conso scrive:

« Un secondo processo Lockheed sarebbe la tomba della Corte Costituzionale come giudice di legittimità. Urge una riforma radicale: la cosa, benché non facile, è inderogabile. Lo Stato deve essere in grado di perseguire i reati ministeriali ogni volta che se ne profilino gli estremi. Sarebbe triste che l'ex Commissione inquirente si trasformasse in un meccanismo di insabbiamento, magari ad evitare il rifluire di giudizi d'accusa verso la Corte Costituzionale. I benefici effetti della sentenza Lockheed andrebbero perduti »
( La Stampa, 2/3/1979

Uno dei maggiori problemi giuridici della sentenza Lockheed è l'impossibilità per i condannati di ricorrere in appello. In gennaio era entrato in vigore in Italia il Trattato dell'ONU che difende il diritto universale che una condanna possa essere riesaminata da un tribunale di seconda istanza. Tuttavia nel caso del processo Lockheed le condanne della Corte Costituzionale sono definitive e immediatamente esecutive.

« ...i 29 giudici tornano a riunirsi a Palazzo della Consulta per risolvere alcune questioni che sono pure importanti, ... Sono problemi sempre legati al trattato stipulato all'Onu che da un mese è diventato legge per l'Italia: decidere, cioè, se il processo agli imputati «laici», ovvero a quelli che non hanno avuto funzioni ministeriali, debba essere affidato alla magistratura ordinaria ...Se questi problemi venissero risolti così come li ha prospettati l'avv. Alfredo Angelucci sarebbe una decisione clamorosa ed imprevista. Si tratta di questioni nient'affatto semplici, che possono gravare come una minaccia sulla prossima sentenza della Corte. Il difensore di Luigi Olivi, infatti, le ha proposte ieri per fissare le premesse ad un eventuale ricorso all'Onu, domani. »
( La Stampa, 24 gennaio 1979

La questione degli "imputati laici" processati al Tribunale dei Ministri è stata presente fin dall'inizio, dalle Commissioni inquirenti, al dibattito parlamentare, fino agli ultimi momenti del processo alla Corte Costituzionale. L'istanza dell'avv. Angelucci spiega l'assoluzione di Olivi, e anche l'invio degli atti processuali relativi a Olivi alla Procura di Roma.[84] Ma spiega, sebbene parzialmente, la sorprendente lievità delle condanne con le quali la sentenza della Corte inappellabile chiude il caso Lockheed dal punto di vista giudiziario. "I colpevoli hanno avuto condanne ridotte all'osso"[85] e, secondo la legge, passeranno molto poco tempo in carcere. Inoltre nel 1984 la Corte dei Conti stabilisce che lo scandalo Lockheed - e quindi Tanassi, Fanali, e Palmiotti - non ha recato danno erariale perché le tangenti sono state pagate dalla Lockheed, non dallo Stato

Già all'inizio del caso Lockheed gli americani lo descrivono sinteticamente:

« Lo scandalo Lockheed coinvolge, in una maniera o nell'altra, la Democrazia Cristiana, il PSDI, i militari, una grossa azienda parastatale e, potenzialmente, il sistema giudiziario incapace di svolgere le proprie funzioni in modo accettabile. »
( Cablogramma Ambasciata Americana al Dipartimento di Stato, marzo '76

Le responsabilità penali, amministrative e civili sul caso Lockheed - al di fuori di un'interpretazione del "sono tutti corrotti" che si ribalta facilmente nel suo contrario - è quindi così circoscrivibile: La DC, il PSDI, i Militari, la Finmeccanica-Ciset, il sistema giudiziario, e ultima ma non per questo minima, la stessa Lockheed.

[] I politici e i portaborse


  • La DC offre al giudizio della Corte Luigi Gui, che viene assolto (e con lui, anche Olivi, per la bravura e fortuna del suo avvocato). Mariano Rumor - il candidato più probabile a ricoprire il ruolo dell'Antilope, viene protetto preventivamente dalla forza parlamentare del partito di maggioranza relativa. "L'onorevole Rumor..è rimasto un clandestino a bordo durante tutto il tragitto condotto dall'Inquirente."[88] La DC non si impegna però nella difesa di Giovanni Leone, riconosciuto poi innocente dai suoi acerimmi ma leali nemici, i Radicali Marco Panella ed Emma Bonino. La Corte riconosce che parte della tangente politica è andata al partito di maggioranza, anche se Gui non l'ha incassata per il partito. Come nel Pigmalione di Bernard Shaw alla domanda "ma non hai senso morale?" la DC è come se rispondesse: "non posso permettermelo, governatore." La terza tranche della tangente politica passa attraverso banche offshore, dimostrando una maggiore esperienza della DC rispetto agli alleati socialdemocratici. Olivi, vicino alla DC veneta e a Gui, incassa in Liechtentstein l'equivalente di quasi due milioni di euro attuali, a titolo di studio di mercato per la Lockheed. In Italia però si è andati più a fondo che in Germania Ovest, dove le responsabilità di Strauss e del suo partito non verranno mai giudicate da un tribunale.

  • Il PSDI di Tanassi e Palmiotti viene travolto dalla condanna del suo segretario politico, anche se alle elezioni del 1976, quelle "della Lockheed", tiene e perde meno voti del PLI. Le prove raccolte contro Tanassi sono certe ed evidenti. Pure quelle contro il segretario Palmiotti, portaborse del segretario di partito. Le affermazioni di Tanassi sulla frode della Lockheed e dei suoi agenti (Lefebvre e Crociani) sono probabilmente vere, ma non cancellano le responsabilità di Tanassi. Tanassi è colpevole: come previsto dalla Bonino, il capro espiatorio designato, un Tanassi qualsiasi -- perde le corna, non la testa. È la prima volta che in Italia viene condannato un ministro, e l'unica volta che il Tribunale dei Ministri condanna qualcuno. La pena inflitta è minima, se si pensa che Tanassi aveva incassato una tangente che attualizzata è superiore a 10 milioni di euro.

  I militari e il complesso industriale


  • Il generale Duilio Fanali, nel codice della Lockheed il Pun, paga per i militari. Il suo comportamento, la traccia degli assegni, la sua vicinanza a Crociani, non concedono dubbi, nonostante la spettacolare arringa del suo difensore.Dalla ricostruzione e motivazione della sentenza sembra che il Ministro Tanassi e il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronatutica riescano a imporre come buone le promesse contrattuali fraudolente della Lockheed di contropartite dell'acquisto dei C-130 per l'economia italiana. Le resistenze di Costarmaereo, dei generali Zattoni e Nicolò, persino quelle del Segretario generale della difesa, generale Giraudo, sembrano non contare, almeno fino alle testimonianze dei suddetti contro l'ex generale, poi degradato ad aviere, Duilio Fanali. I documenti principali della resistenza dell'apparato del Ministero alla frode offset (le compensazioni fasulle) presentate al processo, sono appunti scritti a mano su lettere (protocollate) di altri o memoriali conservati in cassaforte sino al processo: che l'intero sistema di controllo delle compensazioni militari di stretta competenza del Ministero della Difesa collassi di fronte all'attivismo per la causa di Lockheed di Tanassi e Fanali non è molto credibile. Non è neanche troppo credibile che tra i generali al Ministero solo Fanali fosse amico di Crociani, di Finmeccanica e di Ciset. Comunque anche in questo caso la condanna di Fanali, a parte il disonore della degradazione, è molto lieve.

  • Camillo Crociani, l'Innominato nelle carte della sentenza, è un ex-insegnante di educazione fisica con una laurea ad honorem in ingegneria, temuto dai Lefebvre, che riesce a essere il perno dell'intera truffa Lockheed all'Italia. Salva la proprietà della sua Ciset intestandola ad un prestanome che, alla morte del Crociani in dicembre 1980, la passa alla vedova Crociani. Riesce anche a far rifiutare al Messico la domanda di estradizione da parte dell'Italia. Non solo, successivamente la stessa Finmeccanica, di cui Crociani era stato presidente e amministratore delegato, entra nel capitale della Ciset/Vitrocis. L'azienda dei Crociani—che il Corriere della Sera indica come un fiduciario della DC in relazione all'affare Lockheed, ancora oggi continua a lavorare con la Lockheed Martin e il Ministero della Difesa Italiano. Ma come viene pagato, o meglio, cosa ci guadagna Crociani? Qui la sentenza sorvola, ma è chiaro che divide con altri, e principalmente con la Lockheed (che fa la parte del leone) il bottino della frode sulle compensazioni industriali pagata dall'Italia, che è quattro volte la tangente politica. Viene, come gli altri giudicati colpevoli dalla Corte, condannato alle spese processuali e alle spese di mantenimento in carcere. Di carcere però non fa neanche un giorno. Preferisce un breve esilio, che termina poco più di un anno dopo la condanna con la sua morte in Messico. Ma è la multa inflitta che fa sorridere: 400 000 lire. E per quanto 400 000 lire non equivalgano ai 200 euro di oggi, è completamente sproporzionata ai danni che ha fatto al Paese.

  • I Lefebvre sono il tocco di aristocrazia all'affare Lockheed italiano, ma certamente non del rango del principe consorte d'Olanda. Furono usati, e si lasciarono usare a buon prezzo, dalla Lockheed. Alla Lockheed, e più precisamente a Carl Kotchian che lo riferisce alla Commissione Church, erano stati consigliati da un ignoto senatore, dopo il tentativo fallito della multinazionale americana di vendere aerei anti-sommergibile al Ministero della Difesa. Nelle motivazioni della sentenza la Corte afferma che a presentarli alla Lockheed per vendere i C-130 all'Italia non è stato un senatore, bensì l'ambasciatore Messeri. Nel processo emerge anche un assegno di 31 milioni di lire alla moglie dell'ambasciatore. La grande multinazionale considera i due nobili italiani come apriporta e collettori di informazioni, più o meno alla stregua di maggiordomi blasonati; quando ci sono tangenti rilevanti da pagare, la Lockheed manda un americano a controllare con il corrotto le somme pattuite. Nel processo hanno la funzione di perfezionare le accuse nei confronti di Tanassi e Palmiotti, anche se questi ultimi, diffidenti degli aristocratici, non hanno accettato i loro assegni, ma preteso contanti. Emerge anche il fondato sospetto che tra i compiti dei Lefebvre ci sia stato lo spostamento dell'inchiesta dalla Procura al Parlamento: il memoriale di Ovidio mandato al giudice Ilario Martella nel marzo del 1976, contenente gravi e specifiche accuse a Tanassi, sortisce proprio questo effetto. Fuori dal processo, ma sempre nello scandalo Lockheed, uno dei due nobili è amico di lunga data di Giovanni Leone, e partecipa a una visita ufficiale in Arabia Saudita del Presidente Leone. Le condanne sono un po' più lunghe, le multe risibili, il titolo nobiliare però, a differenza del grado di generale, non può essere toccato dal regime repubblicano.

  • Per la Lockheed fino al 1976 l'Italia era un affare. L'affare diviene uno scandalo quando i dettagli e le modalità dell'affare divengono pubbliche. Bisogna subito ricordare, perché spesso si rischia la confusione su questo punto, che le tangenti e le compensazioni fasulle sono state pagate dallo Stato Italiano, non dalla Lockheed. I costi delle provvigioni politiche e della simulazione di offsets sono aggiunte al prezzo di vendita pagati dall'Italia, non detratte. La corruzione è una tassa clandestina, ma pur sempre una tassa, non un regalo della Lockheed a faccendieri, ministri, generali e valletti con pedigree. Il deputato del nord-est Felisetti semplifica con "chi paga è Pantalone .. il pagatore è lo Stato italiano, mentre gli americani non vi hanno rimesso un centesimo. Il siciliano Spagnoli è più tecnico:

« C'è un documento, che non so quanti colleghi abbiano visto, abbastanza riassuntivo, che riporta le provvigioni - così le chiamano - pagate dalla Lockheed nel 1972 (ci sono anche le nostre, si vede che le hanno riportate a contabilità nell'anno successivo): 7.251.178 dollari nel 1972; 7.631.929 dollari nel 1973. Siccome sono contabilmente molto attrezzati, hanno fatto due altre colonne: provvigioni ammortizzate e provvigioni non ammortizzate (perché la tecnica Lockheed era quella, ovviamente, di ammortizzare le provvigioni: non ha mai tirato fuori i soldi di tasca propria, li ha fatti tirar sempre fuori dagli altri). »
( Ugo Spagnoli Seduta Comune 1977)

  • Kotchian, in Italia come in Giappone, fa il suo mestiere, fa quello che deve fare per vendere aerei. La vendita italiana è necessaria per mantenere in attività la linea produttiva dei C-130 in Georgia. Salva migliaia di posti di lavoro. Mostra portafoglio lavori e utili alle banche e ai fondi governativi che avevano dato ossigeno all'azienda, evitando il suo fallimento. Quando Kotchian ritorna della sua missione a Tokio (sempre 14 aerei, ma rispetto alla missione italiana 8 volte superiore) viene accolto dai vertici esultanti dell'azienda all'aeroporto di Los Angeles come il salvatore della Lockheed. Kotchian non hai mai ammesso di avere sbagliato a fare quello che doveva fare per vendere. E, in fondo, dalla sua prospettiva di azienda multinazionale, il denaro pagato in tangenti non proviene se non apparentemente dai propri bilanci: è denaro che viene dagli stessi paesi governati da corrotti, e lì rimane. Il convinto anti-comunismo di Kotchian, l'armare il mondo libero alleato contro l'Unione Sovietica, è motivazione secondaria: quello che è primario è vendere, senza danneggiare gli Stati Uniti e i militari statunitensi. Fino all'approvazione della legge sulla corruzione all'estero le azioni di Kotchian non erano reato negli Stati Uniti. Lo diverranno presto, anche e soprattutto grazie allo scandalo Lockheed, ma durante le operazioni di corruzione in Italia (1968-1971) la banda Kotchian non teme i politici, i giudici e i militari degli Stati Uniti, ma quelli dell'Italia:

« Per ciò che riguarda la parte relativa al compenso a terze persone (leggi tangenti) stiamo in parte trattando con la dinamite che potrebbe scoppiare cacciando la Lockheed con terribili ripercussioni »
( Lettera di Bixby Smith del 28 marzo 1969,)

Quello che teme la Lockheed è che l'Italia, accorgendosi del danno inflitto da Lockheed e complici, cacci l'azienda dal mercato degli armamenti italiano.

  La corruzione conviene


Robert Klitgaard, uno dei maggiori esperti di corruzione afferma che la corruzione è un reato basato sul calcolo, non sulla passione. La persone tendono a corrompere o a essere corrotte quando i rischi sono bassi, le multe e punizioni minime, e le ricompense grandi.Lo studioso dei fenomeni di corruzione semplifica affermando che la propensione alla corruzione può essere sintetizzata dalla seguente formula:


C = M + S – R

dove C, la Corruzione, è tanto più probabile quanto più alta è la somma di Monopolio più Segretezza meno Responsabilità, cioè Responsabilità civile e penale. Nell'equazione di Klitgaard Monopolio e Segretezza hanno valori altissimi quando si tratta di acquisti/vendite militari[100] e l'unica maniera per diminuire la propensione alla corruzione è l'alta probabilità della punizione severa, cioè Responsabilità civile e penale. Il meccanismo di corruzione nel caso di un valore C molto alto equivale, nella teoria dei giochi, al caso di “n” persone nella situazione del dilemma del prigioniero, dove l'equilibrio si risolve con la convenienza per tutti della corruzione, cioè ogni “giocatore” - politico, portaborse, agente, ufficiale, e azienda venditrice - tende alla scelta che massimizza l'utile, cioè alla corruzione.Solo una rigorosissima Responsabilità penale e civile può rendere sconveniente la corruzione. Nel caso delle commesse militari è infatti l'unica variabile che si può modificare, visto che la natura militare di una commessa non permette la diminuzione della segretezza (libera stampa, trasparenza) e una vera libera concorrenza (mercato controllato e monopsonico). Per quanto riguarda il monopolio nel caso Lockheed il Tribunale Civile di Roma respinge la richiesta di risarcimento dei danni materiali fatta dal ministero della Difesa nei confronti di Crociani (dell'erede Edy Vessel) e dei Lefebvre per le tangenti pagate a Tanassi e Fanali nel 1987:

« Nelle 28 pagine della motivazione, redatta dal giudice Umberto Goldoni, si afferma che non è stata fornita né offerta la prova dell'esistenza di un danno materiale a carico dell'amministrazione della Difesa in conseguenza dell'acquisto dei 14 Hercules, poiché non vi erano sul mercato internazionale altri aerei dello stesso tipo e quindi era impossibile paragonare con altri prezzi praticati dalla Lockheed, che poneva praticamente la società statunitense in un regime di monopolio. »
( Monopolio-Monopsonio

Per quanto riguarda la segretezza già la Corte Costituzionale nel caso Lockheed ha dovuto chiedere la declassificazione di documenti riservati e militari riguardanti l'acquisto e gli offset collaterali, che solo il Presidente del Consiglio ha il potere di declassificare. E se è stato difficile per la Corte Costituzionale, per un Tribunale Civile è quasi impossibile.

Appunti del deputato Duke Cunningham su carta intestata del Congresso. La riga a sinistra indica il valore dell'appalto, quello a destra della tangente

Per meglio comprendere la sentenza italiana si può confrontarla, mutatis mutandis, con una sentenza esemplare riguardante la corruzione nel campo della difesa, che è stata emessa nella California di Kotchian e della Lockheed nel 2006. Il deputato del Congresso Duke Cunningham, ex militare ed eroe pluridecorato, finisce sotto indagine dell'FBI per una sospetta vendita immobiliare all'inizio del 2005. Cunningham era membro della Commissione Difesa, e poteva indirettamente influenzare le scelte del Pentagono. Alla fine del 2005 Cunningham ammette di avere incassato oltre 2,5 milioni per favorire appalti al Dipartimento della Difesa di due appaltatori e rassegna le dimissioni. Gli importi degli appalti e delle relative tangenti vengono persino trovati come appunti in carta intestata del Congresso degli Stati Uniti. In marzo 2006 Cunningham aveva 66 anni ed è condannato dal giudice Larry Burns a 8 anni e 4 mesi di reclusione, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, frode, ed evasione fiscale.Tutti i suoi beni vengono sequestrati e venduti. Cunningham chiede alla sentenza di poter visitare sua madre malata novantunenne prima essere portato in carcere, e il giudice Larry Burns glielo nega. Gli toglie solo 1 anno e 8 mesi (dai 10 anni richiesti dall'accusa) in ragione dell'età e dei meriti di servizio militare in Vietnam. Il giudice motiva la durezza della pena:

« Protetto dallo stesso Sigillo del Congresso degli Stati Uniti, Cunningham ha svenduto il governo del Paese a un'azienda militare...Il comportamento di Cunningham non solo ha corroso la fiducia nel nostro sistema di governo, ma ha attaccato persino il nostro sistema giudiziario. »
( Motivazione sentenza Cunningham

I giornali e il senso comune concordano nel trovare la sentenza Lockheed troppo lieve. E per quanto non si possa con certezza fare un collegamento tra le tangenti Lockheed, l'incidente del C-130 Monte Serra e la morte di 44 militari italiani, la certezza della corruzione sui C-130 è acclarata. La sproporzione delle condanne penali è lampante quando si considera che in quegli aerei (di per sé sicuri quanto possa esserlo un aereo) ci sono sono morti dei militari. Solo la possibiltà che anche 1 milione di lire destinato alla manutenzione sia finito in tangenti – una delle direzione in cui il giudice Martella stava indagando – giudica in maniera inappellabile la sentenza Lockheed.

  La legge contro la corruzione all'estero (FCPA 1977)


Richard Nixon riceve Kakuei Tanaka alla Casa Bianca 1973

Diretta conseguenza politica e legislativa dello scandalo Lockheed negli Stati Uniti è stata la promulgazione del Foreign Corrupt Practices Act, la legge contro le pratiche di corruzione all'estero. La legge è stata firmata dal presidente Carter nel dicembre del 1977. La Lockheed non era l'unico caso, ma certamente il più grande e più famoso. La legge federale contro la corruzione all'estero proibisce le pratiche corruttive da parte di persone e persone giuridiche negli Stati Uniti destinate a politici, partiti, o impiegati pubblici esteri. La legge impone anche una trasparenza sulle spese di acquisizione di commesse all'estero nei bilanci di tutte le società quotate negli Stati Uniti. La legge è dunque conseguenza delle indagini compiute dalla Commissione Church e dalla SEC nel 1975-76 che portano allo scoperto tangenti estere pagate da multinazionali americane per un valore superiore a 300 milioni di dollari. Una delle preoccupazioni principali era sicuramente la reputazione della aziende americane all'estero, ma dopo il Watergate, anche la connessione interna con finanziamenti illeciti ad attività politiche negli stessi Stati Uniti. In altri termini un genuino allarme per la patologia della corruzione nelle società occidentali, come afferma il senatore Percy, anticomunista e repubblicano, la corruzione sta facendo più di quasi ogni altra cosa per abbattere le democrazie in tutto il mondo.



F.V.
                    


L'informatore

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